Febbraio 9, 2008...9:29 am

Giustizia amministrativa

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Ultima modifica 9 aprile 2009

TAR Veneto 31 marzo 2009, n. 1030 – è illegittima la clausola di un bando per un appalto di servizi che preveda il diritto di prelazione a favore del precedente concessionario

TAR Catania 27 febbraio 2009 n. 444 – (…) poiché il comma 5 del medesimo art. 159 dispone che i provvedimenti adottati dai commissari ad acta nominati in sede di giudizio di ottemperanza devono essere muniti dell’attestazione di copertura finanziaria “e non possono avere ad oggetto le somme di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2, quantificate ai sensi del comma 3”, è evidente che il venir meno del vincolo alla disponibilità di quelle somme deciso dalla Corte Costituzionale – nel caso in cui l’Ente abbia emesso mandati di pagamento “a titoli diversi da quelli vincolati, senza seguire l’ordine cronologico delle fatture così come pervenute per il pagamento o, se non è prescritta fattura, delle deliberazioni di impegno da parte dell’ente stesso” – non può non valere anche per i commissari ad acta, i quali devono quindi preliminarmente verificare se l’Ente abbia rispettato le rigorose procedure previste dalla legge, prima di seguire qualsiasi altra alternativa.

Nel caso invece in cui tali procedure non siano state rispettate, e non siano disponibili altre somme, ne consegue che, sebbene come “extrema ratio”, potranno essere utilizzate, al fine dell’esecuzione del giudicato, anche quelle destinate al pagamento delle retribuzioni al personale dipendente e dei conseguenti oneri previdenziali per i tre mesi successivi, al pagamento delle rate di mutui e di prestiti obbligazionari scadenti nel semestre in corso, ed all’espletamento dei servizi locali indispensabili (vedi anche T.A.R. Sicilia, Catania, sez. IV, 5 maggio 2007 n. 768, secondo cui le prescrizioni di cui all’art. 119, comma 6, cost. – che non consentono ai comuni, alle province ed alle regioni di ricorrere all’indebitamento per fare fronte a spese non d’investimento maturate dopo l’8 novembre 2001 – non si applicano ai commissari ad acta nominati dal giudice amministrativo in sede di giudizio di ottemperanza).

Una conclusione diversa contrasterebbe sia con il principio di effettività delle pronunce giurisdizionali, che con i principi di imparzialità e buon andamento di cui all’art. 97 Cost., potendo l’Amministrazione precostituirsi un comodo sistema per non pagare i propri debiti (…)

 Consiglio di Stato n. 717 del 9 febbraio 2009 – Tutela terzi, DIA equiparata agli atti della PA – è di 60 gg il termine per l’impugnazione

Consiglio di Stato n. 5781 del 25 novembre 2008 – AFFIDAMENTI IN HOUSE -La concessione dell’utilizzo gratuito del teatro comunale con la connessa gestione dei servizi non rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 133 bis TUEL (dichiarato incostituzionale con sentenza 272/2004), bensì dell’art. 113 TUEL, che consente, nel rispetto della normativa europea, il conferimento della titolarità del servizio a società a capitale interamente pubblico, che deve agire come un vero e proprio organo dell’amministrazione. Nella specie, poichè il Presidente e il Consiglio di amministrazione non rispondono a coloro che li hanno designati, non è legittimo l’affidamento diretto.

Adunanza Plenaria 21 novembre 2008, n. 12 - Il giudice amministrativo è competente a conoscere del risarcimento del danno a seguito di annullamento dell’aggiudicazione, quando non è più possibile la reintegrazione in forma specifica  a causa dell’integrale esecuzione del contratto e del completo esaurimento degli effetti del rapporto negoziale

TAR Veneto 21 novembre 2008, n. 3620 – Un’attività di progettazione che comprenda la redazione di elaborati grafici non può essere assegnata come una consulenza professionale ma deve seguire un procedimento concorsuale – ANNULLA quindi l’incarico di consulenza affidato ai sensi dell’art. 7, co. 6, Dlgs 265/01

Consiglio di Stato 6 novembre 2008, n. 5498 – ESPROPRIAZIONI – Aderisce all’orientamento dell’Adunanza Plenaria, secondo il quale mentre la giurisdizione spetta al giudice ordinario nella ipotesi di occupazione, quando la dpu manca del tutto e invece la giurisdizione compete al giudice amministrativo in caso di occupazione successiva a dpu successivamente annullata, la competenza giurisdizionale deve ritenersi attribuita al giudice amministrativo anche in ogni altra ipotesi in cui l’occupazione sia seguita ad una dpu, e dunque ad un iniziale esercizio di potere pubblicistico, anche se il procedimento non si sia concluso con un decreto di esproprio, o si sia concluso con un decreto di esproprio tardivo

Consiglio di Stato 17 ottobre 2008, n. 5098 – Si discosta dall’orientamento prevalente secondo il quale al fine di quantificare il lucro cessante subito da un’impresa per la mancata aggiudicazione di un appalto, sarebbe ammissibile liquidare, a titolo di danno presunto ed in via equitativa, una percentuale pari al 10% del prezzo a base d’asta. Ritiene preferibile l’indirizzo minoritario che esige la prova rigorosa, a carico dell’impresa, della percentuale di utile effettivo che avrebbe conseguito se fosse risultata aggiudicataria dell’appalto.

Consiglio di Giustizia Amministrativa 23 settembre 2008, n. 780 – PREGIUDIZIALE AMMINISTRATIVA – aderisce all’orientamento delle SU della Corte di Cassazione della non necessarietà della PREGIUDIZIALE IMPUGNAZIONE DEL PROVVEDIMENTO LESIVO, ai fini del risarcimento del danno da lesione di interessi legittimi, in contrasto con l’orientamento espresso dal Consiglio di Stato

Adunanza Plenaria 30 luglio 2008, n. 9 -  ANNULLAMENTO DELL’AGGIUDICAZIONE E SORTE DEL CONTRATTO -Sussiste la giurisdizione civile sulla domanda volta ad ottenere, con efficacia di giudicato, l’accertamento dell’inefficacia del contratto la cui aggiudicazione sia stata annullata dal giudice amministrativo

 

Consiglio di Stato n. 2680 del 28 giugno 2008 – La responsabilità precontrattuale della pa per non essere addivenuta, per fatti imputabili alla stessa, alla stipulazione del contratto di appalto dopo l’aggiudicazione, deve ritenersi limitata al ristoro del solo interesse negativo, da quantificarsi, secondo costante giurisprudenza, nel rimborso delle spese inutilimente sopportate nel corso delle trattative (danno emergente) ed al ristoro della perdita, se provata, di ulteriori occasioni di stipulazione di contratti altrettanto o maggiormente vantaggiosi, con esclusione del mancato guadagno che sarebbe stato realizzato con la stipulazione e l’esecuzione del contratto

Consiglio di Stato n. 3002 del 18 giugno 2008 – individua i limiti, imposti dal principio dispositivo, entro i quali è consentito ai giudici il ricorso alla prassi dell’assorbimento dei motivi del ricorso

Consiglio di Stato n. 2355 del 3 giugno 2008 – VALUTAZIONE DI FATTIBILITà DELLE PROPOSTE DI PROJECT FINANCING - L’amministyrazione non è tenuta ad effettuare obbligatoriamente una stima d’insieme della singola proposta, valutandola in relazione a tutti i parametri indicati nell’art. 37 ter L. 109/1994 – E’ infatti sufficiente la valutazione negativa anche di uno solo dei parametri indicati dalla norma a legittimare l’esclusione di una proposta

Consiglio di Stato n. 2511 del 27 maggio 2008 –  DIRITTO DI ACCESSO E RISERVATEZZAL’accesso necessario a curare o difendere interessi giuridicamente rilevanti è sempre prevalente sulla riservatezza del terzo anche se intacchi dati sensibili, salva la più accentuata tutela per i dati c.d. “supersensibili”; in quest’ultimo caso il responsabile del procedimento (…) darà prevalenza al diritto di accesso nei limiti della <<stretta indispensabilità>> prevista dalla norma, solo se la situazione soggettiva sottostante sia di rango almeno pari ai diritti dell’interessato, ovvero consista in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile - La novella formulazione dell’art. 24 cit., non pone più alcun limite <<modale>> all’accesso, che, dunque, potrà tradursi in un rilascio dell’atto e non più nella mera visione dello stesso.

TAR Lazio n. 4259 del 15 maggio 2008 – ANNULLA il DPCM 14.6.07 avente ad oggetto il decentramento delle funzioni catastali ai Comuni

Consiglio di Stato, n. 1328 dell’8 aprile 2008 – rimette all’Adunanza Plenaria, tra l’altro, la questione relativa alla SORTE DEL CONTRATTO DI APPALTO stipulato sulla base di un’aggiudicazione annullata in sede giurisdizionale

TAR Sicilia-CT, Ordinanza n. 97/2008 – solleva la questione di legittimità costituzionale dell’art. 83/11 del TU 570/1960 nella parte in cui si interpreti nel senso di impedire l’immediato ricorso contro gli atti elettorali procedimentali

Consiglio di Stato n. 1137 del 25/3/2008 – PREGIUDIZIALE AMMINISTRATIVA – Non vi è alcuna preclusione per il risarcimento del danno quando il provvedimento lesivo, lungi dal consolidarsi, sia già stato caducato dall’amministrazione in via di autotutela – E’ pacifico in giurisprudenza che quando venga meno l’interesse all’annullamento possa ravvisarsi un interesse residuale a ricorrere a fini risarcitori, per gli effetti negativi già prodotti dal provvedimento originario

Consiglio di Stato n. 1094 del 25 marzo 2008 - Qualifica ORGANISMO DI DIRITTO PUBBLICO la società “Autostrade spa”

CGA n. 188 dell’11 marzo 2008 – Sussiste la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nei casi di occupazione del suolo privato per il solo fatto che l’occupazione e l’utilizzazione del fondo sia avvenuta in esecuzione di un decreto di dichiarazione di pubblica utilità dell’opera

TAR Sardegna n. 124 del 10 marzo 2008 – L’art. 113, co. 14, consente l’affidamento diretto della gestione di servizi a soggetti proprietari delle reti, impianti o altre dotazioni patrimoniali. Fra questi non vi rientrano le attrezzature ordinariamente utilizzate per la raccolta dei rifiuti

Consiglio di Stato n. 889 del 10 marzo 2008 – Necessità della gara pubblica per la scelta del socio privato di società mista

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria n. 1 del 3 marzo 2008 – Affidamento in house di servizi pubblici locali – La partecipazione pubblica totalitaria è necessaria ma non sufficiente

Consiglio di Stato n. 213 del 25 gennaio 2008 – ACCESSO AGLI ATTI – L’onere di specificazione dei documenti richiesti non comporta la formale indicazione di tutti gli estremi identificativi del documento ma può ritenersi assolto con l’indicazione dell’oggetto e dello scopo cui l’atto è indirizzato

Consiglio di Stato, sez. I, parere 24/1/2008 – E’ illegittimo lo statuto comunale che riconosce il diritto di elettorato ai cittadini non comunitari

La rassegna della giurispudenza del Consiglio di Stato dell’anno 2007

TAR Catania 27 febbraio 2009, n. 444 – (…) poiché il comma 5 del medesimo art. 159 dispone che i provvedimenti adottati dai commissari ad acta nominati in sede di giudizio di ottemperanza devono essere muniti dell’attestazione di copertura finanziaria “e non possono avere ad oggetto le somme di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2, quantificate ai sensi del comma 3”, è evidente che il venir meno del vincolo alla disponibilità di quelle somme deciso dalla Corte Costituzionale – nel caso in cui l’Ente abbia emesso mandati di pagamento “a titoli diversi da quelli vincolati, senza seguire l’ordine cronologico delle fatture così come pervenute per il pagamento o, se non è prescritta fattura, delle deliberazioni di impegno da parte dell’ente stesso” – non può non valere anche per i commissari ad acta, i quali devono quindi preliminarmente verificare se l’Ente abbia rispettato le rigorose procedure previste dalla legge, prima di seguire qualsiasi altra alternativa. 

Nel caso invece in cui tali procedure non siano state rispettate, e non siano disponibili altre somme, ne consegue che, sebbene come “extrema ratio”, potranno essere utilizzate, al fine dell’esecuzione del giudicato, anche quelle destinate al pagamento delle retribuzioni al personale dipendente e dei conseguenti oneri previdenziali per i tre mesi successivi, al pagamento delle rate di mutui e di prestiti obbligazionari scadenti nel semestre in corso, ed all’espletamento dei servizi locali indispensabili (vedi anche T.A.R. Sicilia, Catania, sez. IV, 5 maggio 2007 n. 768, secondo cui le prescrizioni di cui all’art. 119, comma 6, cost. – che non consentono ai comuni, alle province ed alle regioni di ricorrere all’indebitamento per fare fronte a spese non d’investimento maturate dopo l’8 novembre 2001 – non si applicano ai commissari ad acta nominati dal giudice amministrativo in sede di giudizio di ottemperanza). 

Una conclusione diversa contrasterebbe sia con il principio di effettività delle pronunce giurisdizionali, che con i principi di imparzialità e buon andamento di cui all’art. 97 Cost., potendo l’Amministrazione precostituirsi un comodo sistema per non pagare i propri debiti (…)

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